Alex Del Piero World© Blog
Una passione nata 14 anni fa, impetuosa e improvvisa.
Un amore che ha resistito alle avversità , ha sofferto lottato, è caduto e si è rialzato insieme al suo grande campione, colui che la maglia numero 10 la porta con la classe di un Principe, colui che porta una fascia di Capitano al braccio con grande fierezza, colui che ha toccato il cielo di Berlino con un dito e addosso solo una maglia azzurra.
Un blog dedicato ad Alex Del Piero.
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venerdì, 11 aprile 2008, 16:44
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Rivali in Juve-Milan, però amici
AMBROSINI: «Del Piero ha risposto alle critiche con umiltà: si merita la Nazionale»
«La Juve più spettacolare aveva Zidane, però quella attuale sta disputando una stagione stupefacente. Calciopoli ha cancellato i successi dei bianconeri, ma forse avrebbero vinto lo stesso.
Grande Sissoko, determinante Ranieri»
Ronaldinho, Drogba o Shevchenko?
No comment. E non credo che qualche mio compagno chiederà di andar via»

I capitani (qui in Nazionale) della supersfida di sabato sera all’Olimpico: Massimo Ambrosini, 30 anni e Alessandro Del Piero, 33 (Liverani)
Ronaldinho, Drogba e Shevchenko: qual è il giocatore che serve maggiormente al Milan?
«Passiamo alla domanda successiva, please».
Va beh... Già che siamo in tema: le piace giocare attaccante?
«L’ho fatto da ragazzino e ho capito che non era il mio ruolo, che non ne avevo le caratteristiche. Adesso, ogni tanto, mi piace essere spedito là davanti ».
Cosa significa indossare la fascia di capitano del Milan?
«Significa orgoglio, amore e responsabilità. Però sono strafelice che Paolo stia pensando a giocare per un altro anno. Ha ancora tantissimo da dare alla squadra e ai compagni».
Un aggettivo per definire la stagione della Juventus?
«Stupefacente».
In che senso?
«Nel senso che mi ha stupito perché ha avuto continuità di rendimento ad altissimo livello. Il fatto di non avere impegni europei l’ha aiutata, ma va reso onore a quello che ha fatto ».
Cos’è la Juventus, nella carriera di Ambrosini?
«È l’antagonista principale, quella con la quale ci si è incontrati mille volte e sempre con qualcosa in palio, scudetto o Champions. Una rivalità sempre sportiva, quindi bella perché lo sport è rivalità».
Malgrado Calciopoli?
«Ho sempre pensato che, paradossalmente, sono stati i giocatori della Juventus i più penalizzati da quella situazione. Perché si è finito per mettere in discussione e persino cancellare successi che comunque, grazie alla bravura dei campioni bianconeri, forse sarebbero arrivati ugualmente. Anche senza quel sistema che abbiamo scoperto».
La Juventus più forte?
«Quella con Zidane».
La Juventus più spettacolare?
«Quella con Zidane».
Adesso, a centrocampo, c’è Sissoko...
«Non paragonabili, ovvio. Però ha qualità tecniche e fisiche notevoli».
L’ha stupito il suo inserimento così rapido?
«Credo che sia stato determinante il fatto di aver trovato un allenatore che lo conosceva già e che sa valorizzarne le qualità».
Nella Juventus di Zidane, così come in questa di Sissoko, c’è sempre Del Piero...
«Un grande uomo, un grande giocatore. Sarà che gli piace il basket, come a me, ma lo trovo davvero speciale».
Perché?
«Perché ha avuto la forza, l’umiltà, la determinazione per dimostrare il suo valore anche quando veniva criticato. Con una feroce volontà ha confermato di essere ancora un grandissimo campione».
La Panini gli ha già fatto la figurina per gli Europei...
«E io spero di trovarlo davvero con l’Italia. È il mio rivale preferito a ping pong, lo batto sempre...».
La partita che non vorrebbe mai perdere è contro la Juventus o contro l’Inter?
«Contro l’Inter, nessun dubbio ».
Finale di Champions tra Inter e Juventus: per chi tifa?
«Cambio canale».
L’altra sera, tra Liverpool e Arsenal, per chi ha tifato?
«Ho cambiato canale».
[fonte: Tuttosport]
Massimo Ambrosini, che versione di Milan vedremo sabato a Torino? Quella light
o quella strong?
«Vedrete una squadra consapevole di non poter sbagliare. E decisa nel voler dare continuità ai risultati che finora sono stati così altalenanti».
Sabato contro il Cagliari ha vinto il Milan o hanno vinto Kaká e Inzaghi, nuovamente in campo?
«Ma no, è stata la squadra a dare segnali di inversione. I giocatori singoli, se non inseriti in un contesto determinato, non bastano a cambiare il corso della storia».
Ma al Milan basta trovare continuità per arrivare in Champions?
«Purtroppo no. Quando sei dietro, devi anche vedere i risultati degli altri, di chi ti sta davanti. Non dipende solo da noi, ma noi dobbiamo provare a vincere sempre. Non credo che le altre riusciranno a fare altrettanto».
Visto che non ci sono state le frustate, come è riuscito Ancelotti a raddrizzare la squadra?
«Quando ci sono certi periodi, al di là di qualche allenamento in più o di una riunione tutti assieme, è il singolo che deve essere consapevole di poter e di dover dare qualcosa in più. Ci siamo responsabilizzati, ad uno ad uno, e poi come squadra».
Galliani ha detto che la campagna acquisti sarà la stessa, sia che andiate in Champions, sia che restiate fuori dall’Europa..
«Mah, non so. Diciamo che se è certo che qualcosa verrà sicuramente fatto, credo anche che un’eventuale qualificazione in Champions inciderà sulla qualità degli acquisti. Penso che la società lo festeggerebbe in maniera speciale, il quarto posto».
E a livello di partenze, cosa cambierebbe?
«Per me nulla. E compagni che vadano a chiedere di essere ceduti, non ne immagino proprio...». «Noi dobbiamo provare a vincerle tutte: solo così raggiungeremo il quarto posto, importante anche in chiave mercato.
venerdì, 14 marzo 2008, 14:19
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Cancellata la cosiddetta settimana nera e ripresa la marcia dopo la vittoria di Genova, la stagione della Juventus è arrivata ad un crocevia decisivo. Undici gare alla fine. Undici finali: così le hanno definite alcuni bianconeri. Ultimo in ordine di tempo è Alessandro Del Piero.
Il capitano, protagonista di una lunga conferenza stampa, suona la carica. E parla di tutto: dal momento attuale della squadra al futuro, dalle sue prestazioni all’Europeo, fino al prossimo record in vista, quello di giocatore con più presenze nella storia della società.
Parola d’ordine: equilibrio. «In questo momento della stagione non dobbiamo essere né troppo tranquilli e neppure troppo rilassati. Ci vuole equilibrio. E’ solo quello che dà la via».
Undici finali. «Conoscendo il valore di Fiorentina e Milan, quatto e cinque punti non ci possono far dire di essere in una posizione tranquilla. Fondamentali sono stati i punti conquistati a Genova. Questo è il momento di spingere sull’acceleratore e per noi le ultime 11 partite dovranno essere 11 finali».
Energie sufficienti. «Sarà il campo a dire se abbiamo ancora energie per arrivare al traguardo. Da qui alla fine c’è solo un turno infrasettimanale, quindi abbiamo il tempo per recuperare e non solo dal punto di vista fisico».
Bilancio rinviato. «Questo non è il momento di tirare le somme, neppure sugli obiettivi futuri. Ora dobbiamo pensare solo a ottenere il massimo in ogni gara, quindi cercare di vincere sempre. Io non firmo mai per nessun obiettivo, voglio giocarmi le mie carte fino alla fine. Sono 16 anni che punto al massimo e ottengo il massimo».
Quale Europa? «Giocare per l’accesso alla Champions League o per la Uefa sono cose diverse. Non solo dal punto di vista economico ma per il fascino della competizione. Ormai la Coppa Uefa è una mini Champions League, ma tanto vale lottare per quella più affascinante».
Campionato ancora aperto. «In sette giorni noi abbiamo perso sette punti su nove, anche per colpe nostre e di questo ci dispiace molto. Ma anche l’Inter ne ha lasciati cinque in poche partite. Puntare al massimo vuol dire sperare anche nel possibile secondo posto. Per questo mi auguro che la Roma possa fare benissimo in Champions League e un po’ meno in campionato».
Ripartire col Napoli. «Il ricordo della gara d’andata è lontano, ma dovremo cercare di usarlo come una molla in più. In ballo ci sono tre punti importanti e giocare in casa deve essere determinante. Mi spiace per l’infortunio a Zalayeta. Segno spesso al Napoli?
Spero di continuare anche questa volta».
La visita di John Elkann. «Ieri abbiamo parlato del momento della squadra. Lui ha ribadito la vicinanza della società in questo momento, io gli ho detto che il clima è buono e che davanti abbiamo partite importanti da cui vogliamo trarre il massimo».
Futuro bianconero. «In questi anni abbiamo mantenuto caratteristiche importanti come la grinta, la determinazione e la voglia di vincere. Per il futuro ripartirei sempre con queste basi. Siamo coscienti che ci manca qualcosa, ma capire cosa e metterlo in pratica è più difficile. Una campagna acquisti ottima e un po’ più di fiducia potrebbero servire».
Bilancio personale. «Anche per un bilancio personale è presto parlarne. Sicuramente sono chiari gli obiettivi da raggiungere e solo alcuni dipendono da me. Voglio continuare ad ottenere il massimo, scendendo in campo con determinazione e voglia. E poi c’è la speranza di andare agli Europei».
Caccia ad Euro 2008. «Non deve essere un tormentone. Io e Donadoni abbiamo parlato prima dell’ultima convocazione. Lui vuole risposte dal campo e io so di potergliele dare. Il campo è l’unica via per entrambi gli obiettivi. Passa tutto da queste partite. Io sono consapevole che la mia è una bellissima annata fino ad oggi e voglio finirla ancora meglio. Poi il mister ha tutta la libertà di scegliere la situazione più opportuna. Io devo solo continuare così».
Cambio di atteggiamenti. «Con quello che ho fatto l’anno scorso e con quello che sto facendo quest’anno, credo di aver fatto cambiare molti atteggiamenti nei miei confronti. Ho dato risposte importanti. Non solo alla stampa, ma anche ad altre componenti dell’ambiente. Per questo non posso che essere soddisfatto. Solo i fatti possono determinare certe cose e se ottieni risultati positivi c’è più entusiasmo».
Tanti aspetti determinati. «Tanti aspetti stanno incidendo sul risultato finale. La preparazione fisica personale è solo una di queste. Poi c’è l’analisi delle partite giocate, l’alimentazione e anche la serenità familiare».
Bandiera al di là dei numeri. «Tra poche partite raggiungerò Scirea nella classifica delle presenze? I numeri hanno importanza e vanno sottolineati il giusto. Per me sarà un orgoglio raggiungere un campione entrato nella storia al di là dei suoi numeri. Proprio come altri come Boniperti e Furino. Poi ci sono giocatori che senza aver fatto record sono nel cuore della gente, come ad esempio Platini. Conta cosa si vince, cosa si fa, come ci si comporta. E sotto questo aspetto, spero di imitare Scirea, Boniperti e gli altri».
sabato, 08 marzo 2008, 08:20
Videochet, Gazzetta dello Sport, massimo Moratti: siparla di Alex, si parla di Juve.
Milano, 7 mar. - (Adnkronos) - ''Ronaldo mi consiglio' di acquistare Del Piero. Ma ovviamente non era possibile''. Massimo Moratti, presidente dell' Inter, per un attimo ha pensato anche ad Alessandro Del Piero in maglia nerazzurra. Ospite della videochat della Gazzetta dello Sport, il numero 1 del club milanese rivela che a suggerire l'acquisto del capitano bianconero fu Ronaldo. ''Si', me lo consiglio' lui'', dice Moratti. Il centravanti brasiliano e' considerato dal presidente ''il miglior colpo della gestione''. Il peggiore, invece, ha nome e cognome italiani: ''Andrea Pirlo''. ''Lo avevo scelto proprio io, poi pero' 3 allenatori su 3 non lo avevano fatto giocare e cosi'...''. E cosi' Pirlo e' stato ceduto al Milan, nel quale e' diventato un centrocampista di livello mondiale. Moratti non considera perduto Adriano, che giochera' fino alla fine della stagione nel San Paolo. ''In lui si e' rotto qualcosa dopo la morte del padre, dopo il matrimonio e la nascita del figlio. Le cose per il ragazzo sono cambiate repentinamente. Si e' rotto qualcosa che ora stiamo cercando di rimettere insieme''. Tra i giocatori che hanno indossato la maglia nerazzurra, ricordi lieti sono legati a Roberto Baggio. ''Siamo ancora in contatto'', dice Moratti. A chi ipotizza un futuro da dirigente per il 'codino', risponde: ''Prima o poi succedera' qualche cosa''.
domenica, 03 febbraio 2008, 01:31
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Eccomi di ritorno dall'UK dove ci sono stata per parecchio tempo. Mi scuso per l'assenza sia dal forum che dal blog. Non ho avuto modo di tenermi informata in modo costante a parte qualche sms dalle mie sorelle, in quanto i giornali sportivi inglesi si preoccupano molto di gossip e davvero poco di calcio giocato.
Ho letto dell'arrivo di Stendardo per dare una mano al povero Nicola Legrottaglie unico punto di riferimento rimasto della nostra difesa. Ho letto della presentazione di Sissoko nel quale ripongo molta fiducia come tutti, o almeno la maggior parte dei tifosi bianconeri. Ho letto dell'eliminazione dalla Coppa Italia...poco male, abbiamo cose più importante alle quali pensare, in primis raggiungere il 4° posto a finecampionato.
Ecco le ultime e più rilevanti notizie tratte da Juventus.com
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2 febbraio 2008
Diciotto convocati per domenica
Non ci sono novità nell’elenco dei convocati per la sfida di domenica contro il Cagliari: assenti Iaquinta, Stendardo e Zanetti per squalifica, Ranieri trova per la prima volta Sissoko, recupera Molinaro, mentre si perde Vanstrattan, che verrà sostituito da Cristiano Novembre. Ai quindici giocatori della Prima squadra convocati si aggiungono Ariaudo, Castiglia ed Esposito della Primavera.
Questo l’elenco degli uomini a disposizione:
2 - Alessandro Birindelli
7 - Hasan Salihamidzic
8 - Mauro Camoranesi
10 - Alessandro Del Piero
11 - Pavel Nedved
12 - Emanuele Belardi
17 - David Trezeguet
20 - Raffaele Palladino
21- Zdeneck Grygera
22 – Mohamed Sissoko
23 - Antonio Nocerino
28 - Cristian Molinaro
30 - Tiago Cardoso Mendes
31 - Cristiano Novembre
33 - Nicola Legrottaglie
35 - Simone Esposito
36 - Luca Castiglia
43 - Lorenzo Ariaudo
1 febbraio 2008
Sissoko: «Onorato di essere alla Juve»

Chiusa ufficialmente la sessione invernale del mercato, la Juventus è pronta ad affrontare la seconda parte di stagione con due novità: Guglielmo Stendardo e Mohamed “Momo” Sissoko, in attesa di avere a luglio anche lo svedese Mellberg. Se il difensore ex Lazio ha già avuto modo di esordire, offrendo una buona prova contro l’Inter, il centrocampista francomaliano ha iniziato a respirare aria di Juve solo da oggi.
Terminata anticipatamente l’avventura in Coppa d’Africa per l’eliminazione del suo Mali, Sissoko è da ora a tutti gli effetti a disposizione di Claudio Ranieri, tecnico che lo conosce bene per l’esperienza comune ai tempi del Valencia. Primo allenamento nel pomeriggio a Vinovo insieme al tecnico in seconda Damiano e ai preparatori atletici Capanna e Scanavino. Preceduto dalla conferenza stampa di presentazione, alla presenza del direttore sportivo Alessio Secco.
Poche parole, senza fronzoli, per un ragazzo che ad appena 23 è pronto a giocarsi la chance del grande salto. Valencia e Liverpool sono state tappe fondamentali per farlo crescere, imparare la mentalità vincente (già ricco il palmares di successo) e conoscere al grande pubblico. Ora a Torino cerca la consacrazione: «Sono felice di essere qui – sono le prime parole di "Momo" -, ho scelto la Juventus perché ho ammirato i grandi sforzi che sta facendo la società per costruire una grande squadra. Per me si tratta di una sfida importante e farò di tutto per aiutare la Juventus ad essere sempre più forte».
Il ragazzo ha voglia di fare e presto potrà mostrare a tutti i tifosi bianconeri le sue qualità. Magari già domenica nel match con il Cagliari. Le gare in Coppa d’Africa sono stati banchi di prova impegnativi e la forma è quindi ottimale: «Sì, sono già pronto per giocare e indossare per la prima volta la maglia bianconera. Le mie caratteristiche? Sono un centrocampista aggressivo, che lotta per recuperare palloni e far giocare i compagni. Non ho una posizione che prediligo, mi adatto a tutti i moduli che sceglie l’allenatore».
L’allenatore, appunto. Sissoko arriva per riabbracciare Claudio Ranieri, suo tecnico ai tempi del Valencia. Tra i due esiste quindi una reciproca stima che non potrà che aiutare il ragazzo nel suo inserimento: «La presenza di Ranieri è uno dei motivi in più che mi ha fatto decidere di venire qui. Presto farò la conoscenza anche con tutti i miei nuovi compagni. Sono cresciuto avendo Del Piero come idolo, sarà quindi un onore giocare vicino a lui. Per ora ho avuto modo di parlare solo con Zebina, il quale mi ha raccontato molte cose sul club, sulla squadra, sui giocatori e sul modo di vivere in Italia. So di essere arrivato in una società ambiziosa che vuole tornare subito in Champions League e ha le carte in regola per farlo. Io farò di tutto per aiutarla a raggiungere questo obiettivo».
Guarda il video della conferenza su Juventus.Member.com
martedì, 16 ottobre 2007, 15:53
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15/10/2007 15.15.48
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(AGM-DS) - Milano, 15 ottobre - Il centrocampista della Juventus Antonio Nocerino esce allo scoperto: `Non esistiamo senza Del Piero`. Il mediano bianconero e` stato convocato per la prima volta in nazionale maggiore. L`impressione, dedotta da un`intervista concessa da Nocerino a Sky, e` che il rimpianto dell`ex piacentino sia quello di vestire la maglia azzurra senza il compagno di squadra Alessandro Del Piero.
Il giovane centrocampista e` dispiaciuto: `Senza Del Piero non sarebbe normale alla Juventus ma in Nazionale non ho mai vissuto questa cosa e quindi non so cosa dire, Certo e` che lui ci trasmette serenita` e tranquillita`. Se lui e` tranquillo e sereno anche noi lo siamo perche` Del Piero e` una persona eccezionale, tranquilla, sorridente. Ti aiuta davvero, e` un uomo veramente splendido`.
Nocerino ha le idee chiare sull`intricata questione del rinnovo contrattuale. E i dirigenti riceveranno un messaggio che non potranno non considerare: `Non esiste una Juventus senza Del Piero. Lui e` la Juve e spero che trovi un accordo al piu` presto con la societa` perche` e` veramente un grande. Per noi che siamo suoi compagni e` molto importante`.
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