Alex Del Piero World© Blog

Una passione nata 14 anni fa, impetuosa e improvvisa. Un amore che ha resistito alle avversità, ha sofferto lottato, è caduto e si è rialzato insieme al suo grande campione, colui che la maglia numero 10 la porta con la classe di un Principe, colui che porta una fascia di Capitano al braccio con grande fierezza, colui che ha toccato il cielo di Berlino con un dito e addosso solo una maglia azzurra. Un blog dedicato ad Alex Del Piero.

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Lettera ai tifosi
Ciao amici,
proprio in questi giorni, come ogni anno, ho ripercorso con la mente tutta la stagione, che si è
conclusa con la vittoria del nostro 29° scudetto, il mio 7° in maglia bianconera. Sono tantissimi
i momenti che ci legano profondamente e che ho impressi nella mente e nel cuore. Vorrei
partire dall’ultimo, da quel boato che mi ha accolto allo stadio di Bari, dove siete accorsi da
tutta Italia, l’ennesima dimostrazione dell’affetto che ho ricevuto nei miei 13 anni qui con voi.
Tredici anni, ma in realtà molti di più.
Ho provato a ripensare a quando ero bambino, alla prima volta che mi hanno regalato una
maglietta della Juventus. L’ho indossata e ho provato un’emozione che nel corso degli anni si è
trasformata in orgoglio, senso di appartenenza, quegli stessi sentimenti che sono radicati nei
tifosi veri, che si sentono parte di una grande famiglia, di una realtà caratterizzata da una
tradizione leggendaria. E’ emozionante rileggere la nostra storia, dal 1 novembre 1897, dai
ragazzi che seduti su una panchina decisero di fondare una squadra di calcio poi adottata dalla
famiglia Agnelli, che non l’ha mai abbandonata e continua, generazione dopo generazione, a
prendersene cura con grande passione. La stessa passione che accomuna tutti noi.
Ricordo ancora quando arrivai qui, nel 1993, quando incontrai per la prima volta l’Avvocato
Agnelli, una presenza costante, come fu poi quella del Dottor Umberto. Ricordo i primi gol, le
prime vittorie, il vostro affetto che è aumentato con il passare del tempo: siamo cresciuti
assieme, abbiamo gioito tanto, a volte abbiamo sofferto, ma è proprio condividere momenti
importanti di vita, belli e meno belli, che fortifica l’affetto che ci lega. Io amo questa maglia,
l’ho detto e lo ripeto, e tutto quello che rappresenta, per me, per voi... Abbiamo festeggiato il
mio record di gol e non è una statistica che mi rende così felice, ma quello che essa
rappresenta: vuol dire essere entrato nella storia della Juventus, aver scritto pagine di vita di
questa realtà della quale sognavo fin da bambino di poter far parte.
Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una “bandiera”, come mi definite spesso, ma in
realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare
degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
Perché questa bandiera continui a crescere c’è bisogno di tutti noi: restiamo uniti!
Il vostro capitano
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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

mercoledì, 30 maggio 2007, 23:29

(29 maggio 2007) Una vita racchiusa in un numero: il 10. Il capitano e bandiera della Juventus si racconta al microfono di Giulia Santerini.

Ecco il link dove vedere (e scaricare) l'intervista.

CLICCA QUI

Grazie ad Alice per avercela segnalata sul forum ;)

postato da Konsuelo · permalink · commenti (3)
martedì, 29 maggio 2007, 02:53

Tornano le gare di qualificazione per le nazionali e per i giocatori bianconeri è tempo di partire. Roberto Donadoni ha diramato le convocazioni per il doppio impegno che gli azzurri sosterranno per le qualificazioni ad Euro 2008. Assente per infortunio Mauro German Camoranesi, il ct ha chiamato Alessandro Del Piero e Gigi Buffon. L’Italia giocherà due trasferte consecutive: sabato in casa delle isole Faroer, mercoledì prossimo in Lituania.

Del Piero e Buffon si aggiungono quindi all’elenco degli juventini che saranno quindi assenti alla ripresa dell’attività. Gli altri sono De Ceglie, Giovinco e Marchisio (impegnati con l’Under 21), Kovac (chiamato dalla Croazia) e Bojinov (convocato dall’Under 21 bulgara).

fonte: Juventus.com

Questo l'elenco dei convocati.

Portieri: Abbiati (Torino), Amelia (Livorno), Buffon (Juventus);

Difensori: Barzagli (Palermo), Cannavaro (Real Madrid), Gamberini (Fiorentina), Materazzi (Inter), Oddo (Milan), Pasqual (Fiorentina), Tonetto (Roma), Zambrotta (Barcelona);

Centrocampisti: Ambrosini (Milan), De Rossi (Roma), Diana (Palermo) Gattuso (Milan), Perrotta (Roma), Pirlo (Milan);

Attaccanti: Del Piero (Juventus), Di Natale (Udinese), Inzaghi (Milan), Lucarelli (Livorno), Quagliarella (Sampdoria), Rocchi (Lazio).

postato da Konsuelo · permalink · commenti (4)
lunedì, 28 maggio 2007, 13:14

postato da Konsuelo · permalink · commenti
mercoledì, 04 aprile 2007, 15:31

L’aria di Barcellona gli ha fatto bene: sorrisi a tutti e promesse di fedeltà

Del Piero: «Voglio restare alla Juve, ma per ora mi vedo solo come giocatore»


TOGLIETEGLI tutto, ma non il suo sorri­so d’ordinanza. Perché il campione media­tico è un’icona da esportazione e quando valica i confini mostra padronanza, pre­senza scenica, naturalezza, senso dell’hu­mor e una predisposizione a bucare lo schermo. Alessandro Magno
Del Piero con­quista anche Barcellona, nella notte magi­ca che premia ancora una volta l’Italia campione del mondo. Ilie Nastase e Valen­tino
Rossi
per il siparietto di presentazio­ne, il trofeo alzato con fierezza e un pizzico di rivalsa nel lunedì in permesso. Olè per il capitano.
Il raid in terra catalana restituisce un fuoriclasse nuovamente sereno e serafico, dopo i tanti round sul ring di Pescara. Chis­sà, forse l’aria dell’Adriatico non gli garba­va, mentre quella spagnola lo ha liberato dalle scorie nostrane. E se la B lo rende fu­rioso, la ribalta internazionale lo rende pri­mattore; sì, protagonista talmente a suo agio, tra tanti big, numeri uno assoluti co­me Roger
Federer, peraltro tifoso juventi­no, da sembrare lui il bravo presentatore. Il saluto, il ringraziamento in inglese e un volto finalmente disteso, lontano mille mi­glia da quello corrucciato di sabato pome­riggio. Ecco Alessandro Magno Del Piero alla testa della sua falange personale: mo­gliettina Sonia, sempre discreta al suo fian­co. Altro olè e missione compiuta.
Massì, perché al pala Saint Jordi trovano spazio la Champions League, il mercato, il futuro, il ritorno alla cruda realtà cadetta. Sempre con il sorriso d’ordinanza, si parla delle sfide europee che non lo riguardano, ma lui rimane spettatore interessato. « Guardo, guardo. Milan e Roma hanno su­perato bene lo scorso turno e adesso posso­no affrontare Bayern e Manchester con en­tusiasmo e la giusta carica. Formulo ad en­trambe il mio in bocca al lupo » . La scara­manzia è d’obbligo, gufare non va più di moda da quando l’Inter è rimasta livida e scornata in quel di Valencia. E il microfono di Sky prova a stuzzicare Alex il curioso. « Le mie favorite? Direi che le inglesi sono molto forti » . C’è feeling con quel calcio. Un tempo, lo voleva il Newcastle e lui aveva pensato al divorzio dalla Juve. Scorgeva freddezza nei suoi confronti, poi arrivò il rinnovo del contratto. Va in scadenza nel 2008 e certo un pensierino sul da farsi ba­lena tra una partita e un calcione assorbi­to più o meno bene. Alessandro Magno Del Piero prefigura nuove conquiste. Non più Inghilterra, perché il discorso è chiuso, do­po
le avances del Manchester e dell’Arse­nal. E c’è la ripartenza Juve da solleticare e carburare. Il suo sembra un messaggio improntato all’entusiasmo puro. « Perché mai cambiare squadra? Io sono bianconero da tredici- quattordici anni e mi auguro di trascorrerne ancora tanti altri con questa maglia » . Olè per la bandiera che sventola senza sosta.
E il vento non cambia direzione a secon­da degli umori. No, il capitano che le pren­de e le dà resta sulla tolda di comando e manda messaggi ai naviganti. Quando le priorità saranno risolte, occorrerà incon­trarsi, in società, per stilare un programma a lunga gittata. « Io mi vedo solo giocatore, adesso come adesso » . Insomma, la scriva­nia può aspettare, e per parecchie stagioni, leggendo fra le righe e lo sguardo grintoso. Il presidente Giovanni Cobolli
Gigli conti­nuerà a scaldargli il posto e magari Lapo
Elkann
immaginerà altri traguardi, chis­sà. Nell’attesa, allenamento a Vinovo come fosse un novizio e olè per il totem che sor­regge la Juve in ogni momento, in ogni cir­costanza, in ogni categoria.
Alessandro è veramente Magno quando ritorna indietro ai giorni di Germania 2006, ai Mondiali, alla fantastica cavalca­ta azzurra. Un gol ai crucchi nei tempi sup­plementari, in semifinale, la perla che mai scorderà, come la Coppa alzata sotto il cie­lo di Berlino nell’apoteosi da sballo dopo i rigori da batticuore. Emozione infinita, rie­vocata a Barcellona, un’altra notte magi­ca. « Ripensando a quest’estate mi viene so­lamente da gioire, da sorridere. E’ una co­sa che porterò per sempre dentro. Ne sono orgogliosissimo » . Olè per il sentimento na­zionalpopolare.
E siccome l’ego del campione è sconfina­to, il suggerimento di mercato appare scon­tato. « Ronaldinho? Si troverebbe davvero bene in Italia… » . Magari non sotto la Mo­le, perché la realtà contingente non lo con­sente, ma sognare è lecito. D’altronde, ve­nerdì c’è l’Albinoleffe all’Olimpico di Torino e Alessandro Del Piero dovrà smettere i panni del Magno conquistatore per indos­sare quelli del faticatore con fantasia, e tanta pazienza. Perché ripartirà la caccia ai suoi stinchi e lui ripartirà a caccia della serie A, dei record, della promozione riabi­litante, del palcoscenico che più gli si addi­ce. Per una sera è sembrato Alejandro de la Vega Del Piero, in arte Zorro bianconero, colui che lotta contro il potere per il riscat­to degli juventini. Una stoccata, un’altra stoccata, un sorriso, un altro sorriso. Olè per siempre.

Con l’orgoglio di aver rappresentato l’Italia mondiale in una grande festa di sport e glamour, ha ribadito che il futuro da dirigente può attendere. Il suo obiettivo è rinnovare il contratto che scade nel 2008. L’invito a Ronaldinho e il siparietto con Valentino Rossi


Il tifoso interista Valentino Rossi premia Alessandro Del Piero, nel galà dei Laureus Awards di lunedì sera a Barcellona (Reuters)

fonte: Tuttosport

postato da Konsuelo · permalink · commenti
mercoledì, 04 aprile 2007, 13:08

 

Premiato a Barcellona, in rappresentanza della Nazionale campione del mondo

 

BARCELLONA. Alex Del Piero con il trofeo ricevuto ai Laureus World Awards (Reuters)

 «Visto che vuoi venire in Italia, allora scegli la Juve, è meglio del Milan»
L’interista Valentino Rossi gli ha consegnato il Laureus per l’Italia di Lippi, facendogli ritrovare il buonumore perduto in bianconero.
Intanto le tv hanno mostrato la zuffa con il carabiniere di Pescara


ANCHE i campioni hanno bisogno, di tanto in tanto, di essere ricono­sciuti tali, di vedere celebrata la lo­ro grandezza, di ottenere un’inie­zione di fiducia. A maggior ragione quando si è appena usciti da una giornata storta, in cui la rabbia e il nervosismo l’hanno fatta da pa­drona. Ne sa qualcosa Alessandro
Del Piero
che a Barcellona ci è an­dato quasi di nascosto, all’insaputa della Juventus, che gli aveva con­cesso un generico permesso per ra­gioni personali.
Così Alex si getta alle spalle le li­tigate
di sabato con il pallone (ri­gore sbagliato), con il difensore del Pescara Zoppetti (che ha accen­tuato la caduta), con l’arbitro Gi­rardi
(che lo ha ammonito), con il carabiniere (che ha tentato di strappargli il polsino, ma ha rime­diato una brutta figura e una ma­nata dal bianconero, mostrata ieri anche dalle tv) e ritrova il sorriso a Barcellona dove, in rappresentan­za
dell’Italia campione del mondo, ritira il premio Laureus World Award, Una specie di super Oscar dello sport assegnato in Spagna e nel quale gli azzurri hanno trion­fato come squadra dell’anno. Smoking nero, accompagnato alla moglie Sonia, Alex alza il trofeo do­po averlo ricevuto dalle mani del­l’interista Valentino Rossi, l’ospite a sorpresa che s’inchina davanti al giocatore e gli alza il braccio in se­gno di vittoria: è il suo modo per celebrare il Del Piero mondiale.
Alex, d’un tratto, dimentica la B e torna a essere il trionfatore az­zurro di Berlino e il capitano della Juventus che regala, tra il serio e il faceto, anche una battuta di mer­cato: «Se
Ronaldhino arriva in Italia, è meglio che venga alla Ju­ve e non al Milan. Non so che cosa stia succedendo al brasiliano, ma nel mio paese tutti parlano di lui». Come Silvio Berlusconi che con­tinua a sognare il fenomeno brasi­liano: «Se andrà via dal Barcellona arriverà al Milan. E’ chiaro però che deve essere lasciato andare». E a quanto pare il presidente blau­grana, Joan Laporta, ha espresso la volontà di tenerlo e ha già fissa­to un incontro con il fratello Ro­berto De Assis per rinnovare di al­tri quattro anni (fino al 2014) il contratto, accettando le condizioni del giocatore.
Si parla di Ronaldinho, ma la star, in casa del brasiliano, è Alex, che ringrazia la platea del Palau Sant Jordi di Barcellona. «E’ un grande onore per me e per tutti i giocatori che hanno fatto parte del sogno mondiale, è una sensazione incredibile sentirsi campione del mondo e vincere un trofeo così im­portante, battendo una tale con­correnza ». L’Italia di Marcello
Lip­pi,
nell’Oscar spagnolo dello sport, ha infatti superato i mitici All Blacks, il Barcellona, la Reanault di Flavio
Briatore e di Alonso, la squadra europea di golf protagoni­sta della Ryder Cup e la nazionale di basket spagnola. Il palcoscenico internazionale offre l’occasione a Del Piero per riportare la parola Juventus in alto: «E’ una stagione difficile, già sapete quello che è suc­cesso la scorsa estate, però l’im­portante è che adesso siamo i lea­der della serie B e che il prossimo campionato saremo nuovamente in A. Siamo pronti a combattendo per lo scudetto contro Inter, Milan e Roma».
Una serata magnifica, anche per la compagnia: insieme all’Italia so­no stati premiati i migliori del mondo in assoluto, con particolare attenzione per il tennis: Roger
Fe­derer
(trionfatore a Wimbledon, negli US Open e negli Open d’Au­stralia), Serena
Williams per il suo grande ritorno sulle scene e Amelie Mauresmo, rivelazione dell’anno. Ma c’era anche un mito del pallone come Franz Becken­bauer,
premiato per la sua carrie­ra e che ha strizzato l’occhio ad Alex, che quest’estate l’ha fatto piangere con quel gol in semifina­le. Dolci ricordi. Altro che Pescara.



 Con la moglie Sonia, e senza cravatta, nel party di benvenuto di domenica sera (Reuters)

fonte: Tuttosport

 

 

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