Alex Del Piero World© Blog
Una passione nata 14 anni fa, impetuosa e improvvisa.
Un amore che ha resistito alle avversità , ha sofferto lottato, è caduto e si è rialzato insieme al suo grande campione, colui che la maglia numero 10 la porta con la classe di un Principe, colui che porta una fascia di Capitano al braccio con grande fierezza, colui che ha toccato il cielo di Berlino con un dito e addosso solo una maglia azzurra.
Un blog dedicato ad Alex Del Piero.
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lunedì, 06 ottobre 2008, 11:04
Il mio aggiornamento del blog coincide con la brutta prestazione contro il Palermo e con le altrettante brutte e irrispettose voci verso il nostre allenatore che, è palese stia sbagliando TUTTO, ma ci ha da ridato subito un po' di dignità dopo essere stati scippati pure di quella, per cui un po' di rispetto non fa male!!
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Col Palermo non basta il cuore

Non riesce la Juventus a restare l’unica squadra imbattuta del campionato. All’ultima gara prima della sosta, i bianconeri cedono 2-1 all’Olimpico contro un Palermo che sfrutta tutte le chance e porta a casa tre punti. Dopo lo svantaggio firmato Miccoli, Del Piero firma il pareggio. Costa cara l’espulsione di Sissoko a fine primo tempo. Nonostante i tentativi nella ripresa, anche in inferiorità, alla fine è il georgiano Mchealidze a regalare un dispiacere. Se ne riparlerà tra tredici giorni, il 18 ottobre, con l’anticipo di Napoli.
Per il match con il Palermo, Ranieri cambia fisionomia alla squadra. Torna Buffon, difesa centrale tutta nuova con Mellberg e Knezevic, Grygera e De Ceglie sugli esterni. Poulsen davanti alla difesa, Sissoko e Marchisio in mezzo. Giovinco dietro le punte Del Piero e Amauri.
Il brasiliano è l’uomo più atteso visti i suoi recenti trascorsi in rosanero. Ben quattro gli ex in campo dall’inizio nella squadra di Ballardini: Cassani e Balzaretti in difesa, Nocerino in mezzo al campo, Miccoli davanti. Solo tribuna per Lanzafame.
Visti i due ultimi precedenti (10 gol tra Olimpico e Barbera), la gara promette spettacolo. Questa volta stenta un po’ ad entrare nel vivo, ma la prima emozione lascia il segno. Ed è un brutto segno per i bianconeri: Cavani tocca da due passi, Buffon fa il miracolo e Miccoli insacca da due passi. L’ex si fa male e lascia il campo a Migliaccio.
Dall’altra parte, anche Mellberg deve abbandonare. Al suo posto Salihamidzic, con accentramento di Grygera. Un cambio per uno e, fortunatamente si pareggia anche il punteggio. Del Piero ha la palla sulla sua mattonella e fa secco Amelia su punizione. Prima dell’intervallo altra tegola per Ranieri. Sissoko prende due gialli in pochi minuti e viene espulso lasciando i suoi in dieci.
Ripresa. Bianconeri in dieci, ma non per questo disposti a lasciare l’iniziativa ai siciliani. Si cerca il gol del vantaggio, stando attenti a non lasciare scoperto il fianco. Giovinco, Del Piero e Amauri ci provano, ma non è facile contro la difesa chiusa del Palermo. Ranieri gioca anche la carta Camoranesi, al posto di Poulsen.
I bianconeri ci provano. Entra anche Nedved e, dopo un rigore richiesto da Del Piero e non concesso da Tagliavento, arriva la beffa. Contropiede del Palermo e tocco filtrante per Mchealidze, entrato nella ripresa, che si presenta davanti a Buffon e lo batte con un tocco sul primo palo. I generosi tentativi finali non portano al 2-2. Finisce così con la prima sconfitta stagionale, arrivata nel momento peggiore: prima della sosta per le nazionali.
Serie A 2008/09 – 6ª giornata d’andata
Torino, stadio Olimpico
Domenica 5 ottobre 2008
JUVENTUS-PALERMO 1-2 (1-1)
RETI: 23’ pt Miccoli, 39’ pt Del Piero, 36’ st Mchealidze.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Mellberg (33’ pt Salihamidzic), Knezevic, De Ceglie; Sissoko, Poulsen (21’ st Camoranesi), Marchisio; Giovinco (36’ st Nedved); Amauri, Del Piero. A disposizione: Manninger, Chiellini, Molinaro, Tiago. All. Ranieri.
PALERMO: Amelia; Cassani, Bovo, Carrozzieri, Balzaretti; Nocerino (35’ st Tedesco), Liverani, Bresciano (15’ st Mchealidze); Simplicio; Miccoli (29’ pt Migliaccio), Cavani. A disposizione: Ujkani, Dallafiore, Raggi, Guana. All. Ballardini.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
ESPULSI: 41’ pt Sissoko.
AMMONITI: 36’ pt Sissoko, 6’ st Grygera, 28’ st Bovo, 31’ st Amauri, 35’ st Liverani.
NOTE: spettatori 22.495 per un incasso di 548.385,30.
Ranieri: «Falsa partenza non attesa, ci scusiamo con i tifosi»
Tre giornate più tardi rispetto all’anno scorso, la squadra ha subito la prima sconfitta stagionale. E proprio come un anno fa, si tratta di un ko interno. Arrivato con il Palermo, al termine di un periodo non troppo brillante, almeno dal punto di vista dei risultati.
Mister Ranieri non si nasconde dietro a possibili scusanti e analizza così il momento del gruppo: «Una falsa partenza era pensabile l’anno scorso, quando non ci conoscevamo. Quest’anno eravamo convinti di ripetere lo stesso inizio, ma non sta succedendo. Per questo ci scusiamo con i nostri tifosi. Stiamo cercando di fare del nostro meglio, ma ci sono delle difficoltà. Oggi, nella ripresa, ci abbiamo provato più del Palermo, ma abbiamo preso il gol subito dopo che, per provare a vincere, avevo messo Camoranesi e Nedved. Purtroppo non siamo riusciti a giocare la palla rasoterra per servire le punte e Giovinco. Fino a qualche tempo fa avevamo più personalità, ora ci siamo un po’ persi. Ora c’è la sosta, che sarebbe un bene avessi tutti a disposizione, ma con gli impegni delle nazionali, qui resteranno davvero in pochi a lavorare».
Cobolli Gigli: «E’ il momento di restare uniti»
Inutile nasconderlo. Non è un buon momento dal punto di vista dei risultati. La sconfitta interna con il Palermo arriva dopo i pareggi con Catania, Sampdoria e Bate Borisov.
Da questo punto di vista, la sosta per le Nazionali arriva nel momento giusto.
Un momento non facile, da cui cercare di uscire al più presto. Dopo la sosta, il calendario presenterà tre gare toste come Napoli, Real e Torino. Necessario quindi ripartire forte. Attraverso i microfoni di Juventus Channel, il presidente Giovanni Cobolli Gigli tranquillizza l’ambiente: «Questo è il momento di stare uniti e non farne un dramma. Abbiamo perso solo una partita e ci sarà occasione per rifarsi. Anche oggi la squadra ci ha provato, è riuscita a recuperare il primo svantaggio e, anche con l’uomo in meno, ha tentato di vincere. Peccato per il gol preso nel finale. Ora c’è la pausa, così avremo modo di recuperare alcuni dei nostri che sono acciaccati».
Juventus.Com
mercoledì, 17 settembre 2008, 23:49
Del Piero sempre re in Champions

A qualcuno avrà ricordato le traiettorie dell’anno di grazia 2005. Ad altri, una nuova invenzione su calcio piazzato. In una parola unica: prodezza. Del Piero colpisce ancora e la Juventus inizia col piede giusto l’avventura in Champions League. L’ottimo Zenit è battuto 1-0. Sono i primi tre punti, proprio come quelli del Real Madrid che vince 2-0 sul Bate, prossimo rivale dei bianconeri.
Per la prima “vera” gara europea, Ranieri promuove chi la Champions l’ha conquistata. Buffon in porta, difesa con Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro. A centrocampo conferma per i quattro che hanno giocato con l’Udinese: Camoranesi, Sissoko, Poulsen e Nedved. Davanti la coppia Del Piero-Trezeguet.
Le previsioni della vigilia sono facilmente avverate. Lo Zenit si conferma squadra di tutto rispetto e scende all’Olimpico senza timori reverenziali. Così la difesa bianconera deve sempre porre grande attenzione, in particolare agli affondi sulle fasce. La squadra di Ranieri entra in partita col passare dei minuti e inizia a crea pericoli, soprattutto sui cross di Del Piero. Prima Trezeguet non trova la porta di testa. Poi, sempre di testa, Camoranesi colpisce un clamoroso palo.
L’italoargentino non ha modi di lasciare altri segni, costretto ad uscire alla mezz’ora per una botta alla caviglia destra. Entra Salihamidzic, ma per il resto del tempo non accade altro e si va al riposo con il rimpianto per il palo colpito.
Nella ripresa, lo Zenit inizia a farsi più intraprendente e Buffon deve metterci una pezza su Arshavin. Ranieri opera il secondo cambio togliendo Molinaro e mettendo dentro De Ceglie che fa il suo esordio in Champions proprio nel giorno del suo 22° compleanno. Ancora una volta, la Juve esce alla distanza. Malafeev compie un mezzo miracolo per salvare su colpo di testa di Poulsen, ma subito dopo deve cedere. E’ il 31’ quando Del Piero disegna una parabola velenosa su punizione che si insacca sotto la traversa.
Lo Zenit non ci sta e prova a riversarsi nella metà campo bianconero. Buffon deve pensare all’ordinaria amministrazione, aiutato da un Chiellini assolutamente strepitoso in un paio di interventi risolutivi. La firma del livornese è importante quanto quella del capitano. L’avventura inizia nel modo migliore. In attesa del Bate Borisov e poi del Real Madrid
Champions League 2008/09 - Fase a Gironi
Girone H – 1ª giornata
Torino, Stadio Olimpico
Mercoledì 17 settembre
JUVENTUS-ZENIT 1-0 (0-0)
RETI: 31’ st Del Piero.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro (13’ st De Ceglie); Camoranesi (31’ pt Salihamidzic), Sissoko, Poulsen, Nedved; Del Piero, Trezeguet (42’ st Amauri). A disposizione: Manninger, Mellberg, Marchisio, Iaquinta. All. Ranieri.
ZENIT SAN PIETROBURGO: Malafeev; Anyukov, Puygrenier, Krizanac, Sirl; Zyryanov (35’ st Dominguez), Tymoshcuck, Denisov; Danny, Arshavin; Pogrebnyak. A disposizione: Contofalsky, Radimov, Dong Jin, Hubocan, Fayzulin, Ricksen. All. Advocaat.
ARBITRO: De Blecekere (Belgio).
AMMONIZIONI: 8’ pt Pogrebnyak, 23’ st Sirl, 39’ st Salihamidzic.
Del Piero: «Una vittoria che aspettavamo da tempo»

Due anni di rabbia, tensione e sacrifici scaricati nella porta dello Zenit. Con la sua strepitosa punizione, Alessandro Del Piero non ha solo regalato una fondamentale vittoria del cammino in Champions League, ma ha forse chiuso definitivamente una parentesi iniziata con la Serie B.
Da oggi, la Juventus è a tutti gli effetti tornata nella realtà che compete al suo blasone e alla sua storia.
Una gioia che il capitano ha mostrato a tutto il mondo con un’insolita capriola e che ha poi ribadito a fine gara nel corso delle interviste: «E’ la vittoria che aspettavamo da due anni, per questo c’era tanta felicità da parte di tutti dopo il gol e dopo il fischio di chiusura. Questa partita, così come tanti risultati usciti nelle altre gare, dimostra che in Europa c’è molto equilibrio e non è mai facile vincere. Ecco perché la nostra vittoria di questa sera è così importante. Ovviamente sono molto soddisfatto per il gol. Non è forse la punizione più bella che abbia segnato, ma forse una delle più importanti».
Buffon-Chiellini, la firma della difesa

Alla fine ha avuto ragione Claudio Ranieri. La voglia di riscatto dei bianconeri, in particolare di coloro rimasti anche in Serie B, sarebbe stato decisivo nel primo match di Champions League dopo due anni di astinenza forza. La firma di Del Piero è il miglior biglietto da visita da mostrare all’Europa. Ma anche gli interventi della difesa – Buffon e Chiellini su tutti – hanno contribuito non poco al successo finale.
A fine gara, ecco proprio le parole del portierone e del difensore livornese.
Buffon: «All’inizio eravamo un po’ intimoriti, visto per noi si trattava di un nuovo esordio dopo un po’ di tempo. In partite come questo è importante non prendere gol, tanto con i campioni che abbiamo in attacco, un gol lo possiamo sempre fare. Questa vittoria ha un sapore speciale e noi e la gente lo aspettavamo da tempo».
Chiellini: «Non è stato facile. Di fronte avevamo una squadra che nella finale di Supercoppa contro il Manchester ha dimostrato di essere grande. Soprattutto davanti ha giocatori importanti, capaci di creare sempre pericoli. Siamo stati bravi a contenerli, poi Del Piero ha fatto il resto regalandoci una vittoria importante».
Ranieri: «Difficile giocare contro questo Zenit»

I timori della vigilia si sono verificati tutti. Lo Zenit è ormai una realtà d’Europa dopo i recenti successi in Coppa Uefa e Supercoppa. E anche all’Olimpico, i russi hanno dimostrato la loro pericolosità.
Per questo, iniziare il cammino con un successo su un avversario di questa caratura, non può che costituire un bel trampolino di lancio per i bianconeri. E questo, mister Ranieri lo sa: «Abbiamo incontrato un’avversaria al top, mentre noi siamo in condizione per fare bene soprattutto in campionato. Per vincere una partita così, sapevo che ci voleva un’invenzione, fortunatamente Del Piero ce l’ha nelle corde e lo ha dimostrato. In questa stagione, c’è curiosità per vedere come potremo affrontare insieme due competizioni così importanti. Per questo ci siamo attrezzati con tanti doppioni da alternare nelle varie partite».
Fonte: Juventus.Com
fPO
domenica, 17 agosto 2008, 03:29
16 agosto 2008

«Sì, mercoledì ho segnato uno dei miei gol più belli ed è stata una bella vittoria, in una delle partite fondamentali per noi, il crocevia della nostra stagione. L’abbiamo detto tante volte vogliamo portare a termine il percorso iniziato due anni fa, un cammino che si deve chiudere con l’accesso alla Champions League». Alessandro Del Piero inizia la sua conferenza stampa parlando della gara contro l’Artmedia, nella quale è stato uno dei protagonisti in discussi e non solo per la rete capolavoro.
Tanti gli argomenti toccati dal capitano nel suo incontro con i giornalisti
La sua condizione atletica. «Mi fa piacere di stupire in questo senso, anche se onestamente quando leggo: “Se Del Piero sta bene può fare la differenza…” rimango un po’ sorpreso, perché vendendo da due anni per certi versi strepitosi, a volte commenti di questo tipo mi stupiscono. So comunque dare il giusto peso alle cose e sono felice del momento che sto attraversando».
Ripetere la stagione dello scorso anno è possibile? «Non vedo quali siano i problemi. Capisco di non poter piacere a tutti e che qualcuno tiri fuori il discorso della mia età o della bella stagione passata, a volte anche per difendersi da certi giudizi espressi. Io so che affronterò la prossima stagione con la stessa determinazione per essere sempre al top. Non sono un giocatore che basa tutto il suo gioco sull’aspetto atletico, ho questa fortuna e per questo mi stupisco che a volte le mie partite si giudichino solo da quell’aspetto. D’altra parte sono contento di stare bene fisicamente».
Meglio il Del Piero di oggi o quello di dieci anni fa? «Non faccio questo tipo di paragoni, sono età e momenti diversi. Sono cambiate tante cose da dieci anni a questa parte. Non è cambiato però l’ambiente intorno a me: mi piace stare con le persone, che, alla fine, permettono che le mia prestazioni siano positive: le persone con cui lavoro, la mia famiglia, i miei amici. Ho sempre detto che la nascita di mio figlio è stata una “turbo-iniezione”, poi viene la preparazione e il carattere che mi ha sempre contraddistinto. Tutto questo fa sì che io riesca a mantenermi su alti livelli, ma fare paragoni con il passato è impossibile Fatica? Dipende sempre da come riesci a trasformarla in qualcosa di positivo. Le vittorie e i gol aiutano, Non è vero che non faccia fatica, ma penso che altri lavori siano più duri»
La Nazionale e i Mondiali in Sudafrica. «Già la mia volontà di partecipare agli europei per molti era quasi una sorta di bestemmia da parte mia. Non c’è un modo particolare per convincere l’allenatore a convocarti se non quello di giocare bene e il fatto che Lippi mi conosca non significa che sia avvantaggiato, anche perchè non voglio trattamenti particolari, Mi convocherà se giocherò bene».
La concorrenza in attacco. «Conosco bene l’ambiente, la squadra e le mie possibilità. Il mio pensiero non è rivolto alla concorrenza, ma a prepararmi al meglio. Nella Juve ci sono stati diversi anni con tanti attaccanti forti. E’ un bene, è un reparto che va sfruttato e sono contento dell’arrivo di Amauri e degli altri giocatori».
Più facile vincere la Champions che il campionato. «Non è un discorso sbagliato, ma secondo me sono due competizioni difficilissimi. Il fatto che il Champions si arrivi a giocare partite secche con andata e ritorno può far pensare che sia più facile arrivare in fondo, ma per farlo bisogna essere una squadra di altissimo livello. Perché la squadra che vince ha qualità, spirito, dedizione al lavoro, fede nella vittoria superiore alle altre. In Europa ci sono una decina di squadre che possono arrivare in fondo per la qualità che hanno, ma alla fine subentra qualcos’altro e questo non accade sempre. Se in quel gruppo di squadre c’è anche la Juve? Ne parliamo dopo il ritorno del preliminare».
Le potenzialità della Juve. «Non voglio dare giudizi affrettati. Noi, come potenziale e struttura di società, non possiamo essere considerati come una squadra che due anni fa era in B. L’anno scorso eravamo una neopromossa sulla carta, ma non lo eravamo in realtà. Puntiamo in alto, con calma, sapendo che questa è una squadra di primo livello».
Il mercato della Juve. «Sono soddisfatto. Sono arrivati ottimi giocatori e il potenziale è aumentato e possiamo puntare in alto. Io non scendo in campo per fare bella figura con un terzo o un secondo posto. Non mi piace pensarla così. Per me esiste il primo posto e basta. Ci siamo rinforzati e, come noi, anche le altre squadre. Sarà il campo a dire chi ha fatto meglio. Ronaldinho al Milan era nell’aria, l’Inter ha potenzialità economiche fuori mercato, la Roma ha speso poco e bene; non è cambiato molto come politica delle società rispetto agli anni scorsi. In ogni caso credo che il gap tra l’Inter e le altre squadre sia diminuito».
Il Trofeo Berlusconi. «Non ricordo vere e proprie amichevoli contro Milan o Inter. Il Berlusconi poi è sempre stata ritenuta una delle partite più importanti perché Juve e Milan gli anni passati non facevano quasi mai i preliminari e quindi veniva considerata come il primo vero test della stagione per le due squadre. Ora, anche se noi facciamo i preliminari, mantiene questa importanza
Il punto di forza e l’aspetto da migliorare. «L’elemento che mi piace di più è la determinazione e il carattere che questa maglia e questo ambiente ti danno. L’abbiamo mantenuto nonostante i cambi di allenatore negli ultimi anni, che sono stati diversi rispetto ai precedenti. Questa è una piacevole conferma e, soprattutto un elemento fondamentale per puntare in alto. Possiamo migliorare nell’istinto da killer che ancora un po’ ci manca. Siamo all’inizio e per ora va bene così, però dobbiamo cercarlo e trovarlo il prima possibile».
Juventus.Com
giovedì, 14 agosto 2008, 12:59
13 agosto 2008 - Un piede in Champions League

Per poter finalmente dire “Champions League” bisognerà attendere ancora 13 giorni, il 26 agosto, quando si giocherà il ritorno, ma la Juventus ha almeno un piede nel massimo torneo continentale. Nell’andata del terzo turno preliminare, i bianconeri non dà scampo all’Artmedia Bratislava e l’abbatte con un perentorio 4-0. Tris nel primo tempo con Camoranesi, Del Piero e Chiellini, sigillo allo scadere di Legrottaglie. Un poker, segno del netto divario tra le due squadre visto all’Olimpico.
Il ritorno nell’Europa che conta è visto da Ranieri come il premio per i protagonisti dell’anno passato. Subito in campo dall’inizio 10 della vecchia guardia. L’infortunio di Zanetti spiana la strada solo a Poulsen tra i nuovi arrivati. Per il resto, in porta Buffon (alla sua 500ª gara da professionista). Difesa con Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro. A centrocampo, oltre al danese, ecco Camoranesi, Sissoko e Salihamidzic. Davanti la coppia più collaudata: Del Piero e Trezeguet.
Quanto i bianconeri tengano al ritorno in Champions League lo si capisce fin dal fischio d’inizio di Vassaras. I bianconeri (vestiti d’oro) schiacciano gli slovacchi nella loro area. E per vedere un gol non bisogna neppure aspettare tanto. Al 7’ incursione di Grygera che spacca tutta la difesa ospite, il rimpallo favorisce Camoranesi, lesto a pescare l’angolo.
Il ceco è protagonista, suo malgrado, al 15’. Resta a terra dopo uno scontro con Urbanek e deve lasciare il campo per una botta al collo. Al suo posto, Ranieri manda dentro Iaquinta, rendendo ancora più offensiva la squadra. I frutti si vedono. Al 26’ capitan Del Piero mette dentro tutta la sua esperienza di anni d’Europa inventando un destro che si infila nel sette, senza scampo per il portiere Kamenar. Non è finita qui. Al 43’ punizione pennellata di Camoranesi, dalla mischia spunta la testa di Giorgio Chiellini che insacca, iniziando a festeggiare con qualche ora d’anticipo il suo 24° compleanno. E’ il 3-0 con cui le squadre vanno al riposo.
Ripresa. Weiss cambia Piroska con Obzera ma non cambia il tema. Ancora solo Juve in campo e poker sfiorato da Poulsen (miracolo di Karemar) e Del Piero (palla alta). L’Artmedia ha un sussulto, ma con Buffon non si passa. Entra anche Glever al posto di Halenar.
Al 28’ tutto l’Olimpico in piedi. Ranieri sostituisce un Del Piero applauditissimo e mette dentro Amauri. Chi continua a provarci è Iaquinta che si procura una punizione che si infrange sulla barriera. Il brasiliano, Trezeguet e Iaquinta vogliono timbrare il cartellino e ci provano ripetutamente, ma il poker arriva grazie a Legrottaglie che insacca di testa proprio al 90’. E’ il 4-0 che ha il sapore di ipoteca sul passaggio del turno e sul ritorno nell’Europa che conta.
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Champions League – Andata 3° turno preliminare
Torino, Stadio Olimpico
Mercoledì 13 agosto 2008-08-13
JUVENTUS-ARTMEDIA 4-0 (3-0)
RETI: 7’ pt Camoranesi, 26’ pt Del Piero, 39’ pt Chiellini, 45’ st Legrottaglie.
JUVENTUS: Buffon; Grygera (16’ pt Iaquinta), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Sissoko, Poulsen, Salihamidzic; Del Piero (28’ st Amauri), Trezeguet. A disposizione: Chimenti, Zebina, Mellberg, Ekdal, Pasquato, Amauri. All. Ranieri.
ARTMEDIA BRATISLAVA: Kamenar; Velicky, Cisovsky, Salata, Urbanek; Piroska (1’ st Obzera), Kozak, Fodrek, Pedro; Pospech (37’ st Oravec), Halenar (23’ st Glever). A disposizione: Hyll, Szabo, Mraz, Hasek. All. Weiss.
ARBITRO: Vassaras (Grecia).
AMMONIZIONI: 13’ st Obzera, 40’ st Chiellini.
NOTE: spettatori 23.102 per un incasso di 422.355,00.
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Del Piero: "Pensiamo già al ritorno"
Un momento atteso due anni e al ritorno in Europa la Juventus ha subito mostrato tanta voglia di recuperare il tempo perso.
A farne le spese l’Artmedia, mai in grado di tenere testa ai bianconeri. A questi bianconeri, concentrati al massimo.
Proprio come capitan Del Piero. Autore di una prova maiuscola e di un gol fantastico. «Abbiamo disputato una gara completa sotto molti aspetti – ha commento Alex a fine gara -, creando tanto e rischiando pochissimo. Siamo soddisfatti, ma ora non dobbiamo pensare troppo al risultato e andare avanti. Guardiamo subito alla gara di ritorno. Quattro gol possono bastare? Sì, ma solo se giocheremo anche al ritorno con la stessa voglia e la stessa determinazione».
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Ranieri: "Buona gara, al ritorno staremo anche meglio"
Non cambia idea neppure dopo aver visto la sua Juventus rifilare un poker all’Artmedia.
Claudio Ranieri resta convinto che la Champions League si conquista alla fine delle due partite. In attesa della gara di Bratislava, il tecnico bianconero si gode comunque la prova della squadra.
Ecco le sue parole rilasciate ai microfoni di Juventus Channel: «C’è anche un match di ritorno, dovremo andare là molto concentrati, ricordando che due anni fa questa formazione ha vinto 5-0 contro il Celtic. Ovviamente siamo in una buona posizione di vantaggio e tra due settimane staremo ancora meglio come condizione. Stasera abbiamo sempre controllato la gara, facendo una buona prestazione nel complesso. Il tridente? Ho scelto Iaquinta quando ho visto che il loro terzino non veniva avanti».
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News e interviste: Juventus.Com
martedì, 29 aprile 2008, 23:27
In un'intervista a La Repubblica il commissario tecnico della Nazionale apre di nuovo le porte al fuoriclasse della Juve, in vista di Euro 2008. "Sei mesi fa non so, ma oggi parlano i fatti", dice.

Del Piero con il c.t. Roberto Donadoni. Ansa
MILANO, 29 aprile 2008 - Roberto Donadoni ha un pregio: dire quello che pensa. In un passato più o meno recente non ha esitato a elencare tutti i suoi dubbi su Alessandro Del Piero. Ma oggi non può fare a meno di arrendersi all'evidenza. Così, intervistato da Gianni Mura su La Repubblica, il cittì afferma: "Sei mesi fa non so, ma oggi lo chiamerei al volo. Parlano i fatti. Ma io parlerò di convocazioni solo nella data stabilita".
Insomma, Donadoni apre di nuovo le porte della Nazionale al divino Ale, che si sta guadagnando la pagnotta a suon di gol (e che gol!) e di grandi prestazioni. Il tecnico azzurro gongola perché il materiale non gli manca e non nasconde che in vista degli Europei avrà una scelta sempre più allargata. Colpa dello straordinario finale di stagione di molti giocatori, Del Piero su tutti. "Sembra che in tanti siano decisi a crearmi problemi d'abbondanza - risponde Donadoni -. Di una cosa sono già sicuro, però: con Del Piero e con altri, quali che siano le mie scelte, non ci saranno polemiche. Siamo tra persone civili".
fonti: La Repubblica - La Gazzetta dello Sport
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